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13 Novembre: Giornata della Gentilezza

Le radici della Giornata internazionale della gentilezza, quest’anno alla sua 18° edizione in Italia, si devono cercare in un episodio solo apparentemente di limitata importanza, accaduto a Tokyo negli Anni ’60 del secolo scorso.

L’allora rettore dell’Università, Seiji Kaya, riprese un pendolare che aveva saltato la coda in metropolitana, e fu per questo aggredito.

Il professore vide in quella vicenda l’icona di un’evoluzione sociale in atto, quella del rapido sviluppo post-bellico in cui una gioventù confusa rischiava di disperdere le proprie energie lontana dagli ideali tradizionali.

Decise allora di utilizzare la propria posizione per convogliare quelle energie in una nuova fase di costruzione sociale e, nel suo discorso ai laureati, sollecitò fieramente i giovani ad avere il coraggio della gentilezza, a mettere in pratica quei piccoli gesti che potessero innescare un’onda di gentilezza che potesse permeare in futuro tutta la società giapponese.

Questo episodio generò più tardi il Japan Small Kindness Movement, il cui motto non è cambiato nel tempo: “mettiamo in pratica quanta più gentilezza ci sia possibile offrire, in modo che diventi il modello e la spina dorsale della società giapponese”

Analoghe organizzazioni si sono in seguito sviluppate in diversi Paesi nel mondo, confluite poi nel 1997 nel World Kindness Movement. Dopo 20 anni, i Paesi affiliati sono oggi quaranta, distribuiti in tutti i continenti – e l’Italia è uno di essi.

La Giornata della Gentilezza invita quindi a piccole attenzioni da attuare come buona abitudine. Sono piccoli gesti che tutti conosciamo, ma che ogni tanto vale comunque la pena richiamare alla memoria.

Molte occasioni si presentano a tutti noi ogni giorno, a partire dalla prima mattina. Ecco qualche esempio:

  1. Lasciare uscire prima di entrare – che si tratti dell’ascensore, di un mezzo pubblico, dell’ingresso dell’Azienda o di un negozio, la regola non cambia: prima esce chi è all’interno, poi entra chi è all’esterno. È tuttavia importante la giusta flessibilità: se chi deve entrare si trova in difficoltà, ad esempio per il tempo piovoso o per l’avanzata età, l’eccezione alla regola diventa doverosa cortesia.
  2. Essere puntuali – a un appuntamento, non lasciare l’altro ad attenderci equivale a un messaggio di rispetto e affidabilità. Gli inconvenienti sono dietro l’angolo per tutti: in caso si preveda un ritardo oltre i 10-15 minuti, diventa fondamentale trovare il modo di avvisare.
  3. Se hai un motivo per complimentarti con qualcuno, fallo – capita più spesso di quanto si creda: apprezziamo magari un lavoro ben fatto, un nuovo abito, o un dato comportamento, ma non ci sembra il caso di complimentarci con la collega o il conoscente in questione. Una forma di pudore che è bene mitigare: un complimento misurato e circostanziato è un regalo che difficilmente non si apprezza.
  4. E a proposito di regali, a chi di voi già comincia a guardare le vetrine per il Natale rischiando di perdersi in facili entusiasmi, ricordiamo che un regalo gentile è un regalo in cui si leggano il tempo e il pensiero dedicati: non eccessivo, per evitare il rischio di imbarazzi; personale, secondo i gusti del destinatario e il rapporto che abbiamo con lui; infine curato nella sua presentazione, perché il piacere inizi già nel momento dello scambio.