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Il segreto del benessere psicofisico: una stretta relazione tra intestino & cervello

Assumere probiotici specifici può servire anche al nostro umore, a rispondere allo stress, o a gestire gli stati di ansia?

Per fare il punto a questo proposito, il mese scorso alcuni studiosi delle università di Trento e di Tubingen (Germania) hanno pubblicato su una nota rivista medica un lungo articolo che analizza ben 38 studi di elevata qualità, giungendo a stilare un elenco dei probiotici con i risultati a oggi più convincenti.

Si tratta, in particolare, di lattobacilli appartenenti alle specie Lactobacillus casei, oltre che helveticus, rhamnosus e plantarum, e di bifidobatteri delle specie longum, breve e infantis.

Ma se questi “batteri buoni” agiscono nell’intestino, come possono influenzare anche la psiche?

La risposta va cercata nel cosiddetto “asse intestino – cervello”: è ormai evidenza consolidata, infatti, che i due organi, per noi così diversi e distanti, sono tra loro in un continuo dialogo, e che questo dialogo si svolga in entrambe le direzioni.

A questo proposito Dr Michael Gershon, professore alla Columbia University di New York e autore del best-seller “Il secondo cervello – gli straordinari poteri dell’intestino”, sostiene che la quantità di messaggi inviati dall’intestino al cervello è addirittura maggiore di quella che va dal cervello all’intestino, che conosciamo ad esempio nelle vesti di un mal di pancia “dovuto allo stress” o di quella sensazione di “farfalle nello stomaco” magari durante un colloquio importante.

A proposito dei messaggi che viaggiano dall’intestino al cervello, lo studioso americano precisa che la maggior parte di loro resta a livello inconscio, e che vengono percepiti solo nel momento in cui scatenano reazioni di malessere.

L’intestino può tuttavia giocare un ruolo importante anche per le emozioni legate alla sfera della serenità, sostiene l’autore: basti pensare ad esempio che, nel nostro organismo, la serotonina – fondamentale nella regolazione dell’umore – si trova per il 95% proprio in tale organo.

La serotonina fa parte dei nostri neurotrasmettitori, quelle sostanze che permettono al nostro cervello e al nostro corpo di avere una comunicazione continua.

E a questo proposito avere una flora intestinale in equilibrio o alterata fa la differenza: alla diversità dei batteri nel nostro intestino corrisponde una diversità nei messaggi inviati al cervello, e potenzialmente diversi possono pertanto manifestarsi umore, capacità cognitiva, o anche memoria.

Occuparci della salute del nostro intestino, quindi, può essere un modo per  aver cura del nostro cervello!