Quale tipo di attività fisica fa meglio al cervello?

Sentiamo spesso dire che fare attività fisica giova anche al cervello, ma esistono sport più utili di altri a questo scopo?

Se ne sono occupati con approccio scientifico dei ricercatori finlandesi, che hanno confrontato l’impatto che possono avere sui neuroni attività come corsa, allenamento di resistenza e high-intensity-interval-training (HIIT), un tipo di allenamento che alterna brevi intervalli di esercizi anaerobici ad elevata intensità a intervalli di recupero aerobico.

In particolare, i ricercatori hanno valutato la formazione di nuovi neuroni nell’ippocampo, un’area del cervello associata ai processi di apprendimento.

I risultati della ricerca suggeriscono che aumentare la riserva di neuroni nell’ippocampo è possibile proprio attraverso un’attività aerobica prolungata, come appunto la corsa.

Chi corre impara più in fretta quindi? È presto per dirlo. Per ora infatti le evidenze sono a livello sperimentale su modelli animali, ma i risultati sono senza dubbio interessanti.

La comparsa di nuovi neuroni (neurogenesi) è stata infatti seguita in gruppi di topi, a ognuno dei quali veniva fatta eseguire una data tipologia di attività fisica. A un ultimo gruppo, al contrario, non è stato assegnato alcun tipo di esercizio, in modo da avere un riferimento di controllo.

Per quanto riguarda il primo gruppo, ogni membro è stato dotato di una ruota per criceti, da utilizzare liberamente. È stata registrata poi, per ognuno, la distanza corsa giornalmente per tutta la durata dello studio, pari a sette settimane.

Un secondo gruppo ha effettuato un allenamento HIIT grazie ad appositi tapis roulant a velocità variabile.

Alla fine delle sette settimane, per quanto riguarda il gruppo “running” la neurogenesi si è dimostrata decisamente rilevante, con grandi differenze rispetto al gruppo sedentario. Interessante inoltre notare che la quantità di nuovi neuroni aumentava con l’aumentare della distanza percorsa.

Per il gruppo “HIIT”, i nuovi neuroni sono risultati superiori a quelli del gruppo sedentario, ma inferiori a quelli del gruppo running.

I ricercatori hanno anche testato su un altro gruppo, l’impatto di un “allenamento di resistenza” di 8 settimane consistente nello scalare delle pareti con dei leggeri pesi applicati alla coda.

Per questo gruppo però non si sono apprezzate differenze importanti rispetto al gruppo di controllo – è risultato evidente, invece, un aumento della forza muscolare.

Naturalmente gli animali non sono uomini, ma questi risultati gettano uno sguardo su panorami interessanti. Intervistata dal New York Times, la Drssa Nokia, autrice dello studio, dichiara che “un’attività aerobica prolungata potrebbe essere di particolare vantaggio anche per la salute cerebrale nell’uomo”.

Questi risultati tuttavia non indicano – aggiunge la ricercatrice – che solo corsa e attività analoghe possano aiutare il cervello. Queste attività sembrano favorire la neurogenesi nell’ippocampo – una sorta di “prerequisito” della capacità di apprendere – ma l’allenamento di resistenza o l’HIIT potrebbero portare ad altri cambiamenti in aree diverse del cervello, come ad esempio stimolare nuove connessioni tra di esse.