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Cervello in forma: più facile con l’esercizio aerobico

L’antico Mens Sana in Corpore Sano è stato messo alla prova dalle ultime tecnologie e guardato attraverso la Risonanza Magnetica, per uscirne più rafforzato e più moderno.

Negli ultimi anni sono andate infatti accumulandosi evidenze a favore di un collegamento tra attività fisica specificatamente di tipo aerobico e diverse capacità a livello cerebrale.

Sembrerebbe, in generale, che un’abitudine all’attività aerobica possa stimolare la produzione di nuovi neuroni e sinapsi (ovvero i collegamenti tra i neuroni stessi), far aumentare il volume di alcune aree cerebrali e migliorare inoltre l’elasticità del cervello.

Un’area della memoria più grande, più neuroni, più sinapsi

Perché, con l’andare degli anni, la memoria va diminuendo?

Le cause sono molte e, tra queste, figura anche la diminuzione del volume di una specifica parte del cervello, l’ippocampo, associata alla memoria a lungo termine e alla capacità di orientamento nello spazio.

Benché sia un andamento associato all’invecchiamento, il nostro stile di vita può avere anche in questo caso un’influenza rilevante.

L’attività aerobica, se praticata con costanza, si è infatti  dimostrata in grado non solo di invertire questo andamento, ma anche di stimolare il rilascio di una sostanza, chiamata BDNF, che favorisce la produzione di nuovi neuroni e nuove sinapsi, migliorando le capacità di apprendimento.

Una conferma della potenzialità dell’attività aerobica nell’aumentare il volume del nostro cervello, in particolare nelle aree legate alla memoria, si è avuta anche in casi in cui questo tipo di effetto è maggiormente importante per la qualità della vita.

La risonanza magnetica condotta su 29 donne anziane che vivevano indipendenti e che presentavano lievi problemi di memoria, ha evidenziato come  un esercizio costante possa arrestare la riduzione dell’ippocampo legata all’avanzare dell’età.

Un cervello più elastico

“Avere un cervello elastico” è un vantaggio che associamo solitamente al periodo della giovinezza.

L’elasticità del cervello, la sua “plasticità” – la capacità dei neuroni di “cambiare” a seguito di un’esperienza – è infatti fondamentale per le fasi di adattamento, apprendimento e sviluppo funzionale.

Un recente studio italiano, effettuato da ricercatori dell’Università di Pisa e dell’Istituto di Neuroscienze del CNR della stessa città, ha voluto indagare se praticare attività aerobica potesse modulare anche questa fondamentale capacità del nostro cervello, effettivamente elevata in età infantile e più limitata, invece, in età adulta.

Per rappresentare l’esercizio aerobico, gli autori hanno scelto di far praticare agli adulti dello studio un’ora di cyclette, e di verificare poi l’effetto dell’attività su alcuni aspetti della percezione visiva particolarmente associati alla plasticità cerebrale.

I risultati sono stati talmente convincenti da far presupporre agli autori, per un prossimo futuro e dopo gli opportuni approfondimenti, una possibile applicazione dell’attività aerobica addirittura in campo clinico, per quei casi in cui una maggiore plasticità dei neuroni possa portare a un miglioramento dello stato di salute.