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Curiosità sulle stelle cadenti

Uno dei piaceri nelle tiepide sere di mezza estate è fermarsi a naso all’insù in cerca di una stella cadente cui affidare i nostri desideri.

Nessuno sfugge infatti al fascino di queste scie luminose che attraversano effimere i cieli notturni, lasciando alla nostra immaginazione più di una domanda: cosa sono le stelle cadenti? Da dove arrivano? Dove vanno? Quante possiamo sperare di vederne in una notte limpida? Perché cadono sempre in questa parte dell’anno?

Ecco allora qui di seguito qualche risposta:

Le stelle cadenti non sono stelle.

No, non sta cadendo nessuna stella – e per fortuna! Le scie luminose – le meteore – sono dovute infatti a piccoli frammenti rocciosi che bruciano velocemente a contatto con l’atmosfera terrestre. Questi frammenti, i meteoroidi, sono residui – generalmente di dimensioni molto piccole – di corpi celesti come ad esempio comete e asteroidi.

Arrivano dallo spazio oltre la nostra atmosfera, e solo raramente arrivano fino alla superficie terrestre.

I frammenti rocciosi arrivano dallo spazio esterno: entrando nell’atmosfera terrestre ad elevate velocità, prendono fuoco a causa della forza d’attrito che si sviluppa, e si consumano completamente nella combustione. Nei rari casi in cui le dimensioni del meteoroide siano invece sufficientemente grandi, un suo residuo può raggiungere la superficie terrestre. Si parla in questo caso di meteoriti.

Ne possiamo vedere anche 100 in un’ora.

Nei periodi di maggiore probabilità di avvistare una meteora, una notte senza luna può regalare anche svariate decine di meteore ogni ora. Si parla, in questo caso, di piogge meteoriche o sciami meteorici. Famoso quello del novembre 1966, che illuminò il cielo degli Stati Uniti con oltre 40 meteore al secondo.

Si vedono sempre negli stessi periodi, quelli in cui la Terra passa in zone dello spazio con un’elevata concentrazione di detriti.

Nel suo viaggio intorno al Sole, la Terra passa con periodicità annuale in determinate zone dello spazio dove sono concentrate quantità rilevanti di residui di corpi celesti come ad esempio le comete, che disperdono in maniera continua materiale roccioso lungo la loro traiettoria.

Ogni volta che passa in una di queste zone è più probabile per noi avvistare delle stelle cadenti, che prendono il nome dalla costellazione da cui sembrano arrivare.

Le più famigliari per noi sono senza dubbio le Perseidi, che tutti cerchiamo nella notte di San Lorenzo, ma in realtà ci sono sciami meteorici di forte intensità visibili dal nostro pianeta lungo tutto l’anno: le Quadrantidi a inizio gennaio, le Liridi ad aprile, le Orionidi a ottobre e le Leonidi a novembre, per citare le più note.

Fonte: European Space Agency