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Diverso il mito diverso il cibo

giro del mondo tra mitologia e abitudini alimentari

Quando si parte per un viaggio lontano, uno degli aspetti più stimolanti è immergersi nella cultura gastronomica dei Paesi che visitiamo.

Niente più di quel che si trova o non si trova a tavola ci fa sentire in un luogo diverso e sconosciuto.

Questo perché il cibo ha sempre ricoperto una funzione simbolica, oltre naturalmente a quella legata al sostentamento: da sempre le abitudini alimentari sono evidenza pratica e quotidiana dell’appartenenza o meno a una comunità, con i suoi valori condivisi, i suoi credo, le sue usanze.

Le diverse consuetudini in fatto di cibo si riflettono infatti perfettamente nei miti alla base delle diverse culture: come sottolinea lo storico Massimo Montanari ne “Il pentolino magico”, nell’antico pantheon di popoli mediterranei come noi e i greci – depositari di quella dieta mediterranea i cui simboli sono olio, pane, vino, frutta e verdura – sedeva Cerere / Demetra, dea dei raccolti; nei miti nordici gli eroi del Valhalla si cibavano invece di un Grande Maiale sacro, Saehrimnir, che si rigenerava ogni sera perché non mancasse mai la sua carne alla corte di Odino.

Vediamo allora insieme le principali divinità legate al cibo nelle diverse mitologie intorno al mondo, da Oriente a Occidente.

Giappone

Ukemochi  (dea che possiede il cibo) è la protagonista di un mito dove figurano i principali componenti della dieta nipponica, riso in primis.

La dea offrì un banchetto a Tsukuyomi, dio della Luna, venuto in rappresentanza della sorella Amaterasu, dea del Sole. Per prepararlo si pose di fronte all’oceano e generò del pesce dalla sua bocca, mentre di fronte a una risaia tossì una ciotola di riso. Il dio ne fu disgustato e uccise Ukemoki, dal cui corpo privo di vita fu generato altro riso, insieme a miglio, fagioli e altri alimenti.

Amateratsu non perdonò mai il fratello e, da quel momento, si spostò nella parte opposta del cielo in modo da non incontrarlo mai.

Inari – (dio del riso) a volte riportato come marito di Ukemochi. A lui è dedicato circa un terzo di tutti i templi shintoisti in Giappone.

India

Annapurna – (dea dell’abbondanza) è l’incarnazione della dea Parvati, moglie di Shiva. Rappresenta l’aspetto divino dell’atto di nutrire: fornire all’altro l’energia che gli servirà per seguire il proprio destino.

In India è frequente trovare immagini di Annapurna nelle cucine domestiche o nei ristoranti, il suo simbolo è il cucchiaio.

Lakshimi – (dea della ricchezza): anche la moglie di Visnù è associata all’abbondanza di cibo. in questo caso, essa è più interpretata però come aspetto di ricchezza.

Vicino Oriente

Nikkal – (dea della frutta) era venerata in terre particolarmente feconde dei più svariati frutti, quelle dell’intera Mezzaluna Fertile. In particolare poi in Mesopotamia – terra iconica di fertilità a partire dal mito del Paradiso Terrestre, era accomunata alla divinità sumera Ningal (la Grande Signora). Entrambe erano spose dei rispettivi dei della Luna, a sottolineare il rapporto tra cicli lunari e raccolto.

Nigeria

Aha Njoku – (dea delle patate dolci) presiedeva a tutto il ciclo di coltivazione e utilizzo di questo tubero, base della dieta della popolazione Ibo che la venerava.

America Centrale

Ixcacao – era la divinità Maya del cacao – cui i popoli precolombiani attribuivano poteri magici e spirituali, riservandolo solo alla nobiltà – come anche delle sementi, dei frutti, della pioggia e della fertilità. Il suo compito era preservare il proprio popolo dalla fame.

Chicomecoatl era la divinità Azteca del mais, il cereale ancor oggi alla base dell’alimentazione di vaste zone del Centro America e, secondo il mito locale dell’origine dell’uomo, il materiale dal cui impasto con acqua gli dei hanno creato il primo uomo.

Tale cereale era di importanza talmente vitale per le popolazioni di quest’area da essere doppiamente rappresentato nel loro pantheon: Chicomecoatl aveva infatti un corrispettivo maschile in Centeotl, dio del mais e delle messi.