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Estate: la stagione migliore per i bagni di fieno

Distesi sotto un manto caldo di fieno fresco ed erbe alpine, per una sensazione di rilassamento generale, una pelle più tonica o per alleviare i dolori articolari.

Sono i bagni di fieno, passati all’inizio del secolo scorso da pratica contadina a trattamento di benessere sulle alture delle nostre Alpi.

Fu infatti un medico, Josef Clara, che nei primi anni del ‘900 ebbe l’intuizione di trasformare un’abitudine diffusa sugli alpeggi delle nostre Dolomiti, ovvero dormire nel fieno fresco per ritrovare vigore dopo il duro lavoro, in un trattamento di salute accessibile a tutti secondo un preciso metodo.

Aprì così in Tirolo il primo stabilimento per bagni di fieno, pratica oggi nota anche con il nome di fitotermoterapia o, più frequentemente, di fitobalneoterapia.

Ed è proprio l’estate il periodo migliore per goderne: in questa stagione, infatti, le erbe alpine sono in fase di piena crescita e il fieno che le contiene, e che proprio a loro deve le sue peculiarità, può essere utilizzato ancora fresco di sfalcio.

Ma come si svolgono di preciso questi trattamenti?

L’erba tagliata, in via di fermentazione, viene umidificata con del vapore in modo che gli oli delle piante officinali possano essere meglio assorbiti dalla nostra pelle.

Dopo una visita medica preliminare (per valutare condizioni come ad esempio eventuali problemi cardiaci o circolatori), con questo fieno veniamo ricoperti per un intervallo di tempo che può andare dai 15 minuti delle prime sedute ai 30 delle successive.

La temperatura del bagno, che arriva a 40-70°C, stimola un’intensa sudorazione che si protrarrà per diverse ore dopo l’applicazione.

L’effetto combinato del calore, del ricambio idrosalino associato alla sudorazione, e degli oli delle erbe presenti nel fieno alpino si ritrovano in un complessivo senso di rilassamento fisico e mentale, nella tonicità di una pelle compatta e levigata e, in caso di dolori articolari, in un generale alleviamento dei sintomi antalgici, comprovato negli ultimi anni anche da studi pubblicati su riviste scientifiche.

Fondamentale per questa pratica è quindi la varietà di piante, fiori ed erbe presenti nel fieno in cui veniamo immersi.

Per questo motivo, oltre 10 anni fa è stata introdotta una certificazione di qualità per il fieno da utilizzare per i bagni: si tratta della denominazione di “fieno di alta montagna”, contrassegnata dal corrispondente logo che certifica una provenienza da prati

– situati a oltre 1.700 metri di altitudine

– lontani da strade

– non trattati con sostanze chimiche

– nei quali siano coltivate non meno di 40 specie vegetali differenti

come arnica, veronica, timo, camomilla e piantaggine: un fieno che profumerà di benessere il relax delle nostre vacanze in montagna.