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Furoshiki: l’arte giapponese di incartare con la stoffa

Il bello del Natale è trasmettere a chi abbiamo a cuore la cura che amiamo dedicare loro. I nostri regali, in fondo, non parlano d’altro che di questo.

Se quest’anno vogliamo fare un passo in più in questa direzione, possiamo pensare alla tradizione giapponese del furoshiki, che impreziosisce i nostri doni incartandoli con dei tessuti simili a fulard secondo tecniche precise.

La scelta del tessuto e della sua decorazione, il modo di avvolgerlo e annodarlo, la sobria eleganza dell’estetica finale: il nostro regalo parlerà di attenzione, di gesti semplici e dedicati, di cura e di bellezza. Valori fondanti della cultura giapponese, che, non a caso, l’antropologa inglese Joy Hendry ha definito in un suo libro “wrapping culture”.

È questa la radice di ciò che anche noi italiani apprezziamo di un mondo così lontano, ed è questo ciò che Yakult, azienda di origini giapponesi, ama diffondere della cultura da cui nasce.

L’origine del furoshiki è assai remota, ma diventa popolare solo nel periodo Edo (1603 – 1868).

In tale periodo si diffonde infatti la frequentazione dei bagni pubblici da parte di vasta parte della popolazione, e con essa l’uso di avvolgere in un tessuto gli abiti da portare con sé per cambiarsi. Lo stesso tessuto veniva inoltre utilizzato come telo: da qui il nome furoshiki, che significava originariamente “da stendere in bagno”.

Da una genesi di pura utilità, il furoshiki ha in seguito acquisito anche un forte valore estetico, senza tuttavia perdere la propria dimensione iniziale. Il risultato è un connubio, tutto giapponese, di bellezza e funzionalità, lo stesso che descrive l’approccio di tale cultura verso gli aspetti della vita quotidiana.

Oggi, le tecniche di furoshiki vengono utilizzate ad esempio per impacchettare regali, realizzare o decorare borse, preparare un cestino da picnic o impaccare i vestiti da trasportare per un viaggio.

Il loro rifiorire negli ultimi anni è stato promosso a partire dal 2006 dal ministero dell’ambiente giapponese con l’iniziativa “Mottainai Furoshiki”, in cui si mostrano anche i passaggi a livello pratico.