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Ikebana: la “via dei fiori” tra arte, meditazione e armonia

L’Ikebana, l’arte giapponese di disporre i fiori, ha radici antiche e sacre: oltre 600 anni fa, infatti, nacque in Giappone la prima scuola di questa disciplina, che rilesse in una nuova cultura l’usanza dei doni votivi alla divinità, già legata – in altre regioni asiatiche – al culto di Buddha.

È inoltre la ricerca dell’armonia attraverso la meditazione, del “bello” attraverso la rappresentazione del rapporto tra cielo, terra e uomo.

Non decorazione fine a se stessa quindi; non estetica come pura risultante di forme e colori: nell’ikebana l’arte di disporre i fiori recisi è uno strumento di elevazione spirituale e di ricerca del sè nell’armonia dell’universo.

Come per le Arti maggiori, ne esistono stili precisi e ben definiti, che nel tempo si sono evoluti e che sono lentamente usciti dai templi per entrare nelle case dei nobili prima e di tutti gli amanti di questa disciplina poi.

Il più antico degli stili di ikebana è il Rikka, “fiori in piedi”, rigidamente codificato e legato agli elementi buddisti di espressione della natura; seguono poi lo stile Nageire, “fiori gettati”, uno stile meno strutturato che ha generato il successivo Seika, e infine lo stile Moribana, ovvero dei “fiori accatastati”.

E, come per tutte le tecniche di meditazione, esistono delle regole da rispettare.

Eccone alcune:

– L’ikebana è la rappresentazione di un’armonia che risulta da un atto meditativo. E’ fondamentale quindi praticare quest’arte in un luogo dedicato, spazioso, non ingombrato, e nella quiete del silenzio.

– La pianta va rispettata nella sua interezza. Accanto ai fiori freschi, quindi, in un’ikebana è importante disporre rami, semi, foglie, radici: tutto ciò che la pianta ci può offrire, scegliendo, per i vari elementi, diverse dimensioni e diverse forme.

– I fiori dovranno essere freschissimi. Quando si deciderà la lunghezza degli steli nella composizione, inoltre, bisogna tagliare i medesimi in acqua possibilmente fredda: questo permetterà all’ikebana di conservarsi più a lungo.

L’armonia risulterà da una disposizione meditata di elementi contrari: fondamentale quindi dare risalto a vuoti e pieni; a elementi forti ed elementi deboli

– Concordemente, verrà data importanza al numero dispari e all’asimmetria.

– Nello stile Seika, inoltre, è fondamentale l’utilizzo di steli o rami di lunghezze diverse: il più lungo, detto Ten, rappresenta il Cielo e riveste il ruolo di maggiore importanza nella composizione; quello di lunghezza intermedia indica l’Uomo (Jin); quello più corto, infine, indica il terzo elemento in armonia con i primi due, ovvero la Terra (Chi).

L’ikebana, di cui anche in Italia si sono ormai diffuse prestigiose scuole, è quindi una disciplina particolarmente consigliabile a chi ama un tipo di meditazione non disgiunta da un aspetto pratico, a chi cerca una forma di concentrazione che risulti anche in un’esperienza artistica, a chi avverte in maniera importante il ruolo del “bello” sul benessere interiore.