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In cucina con i tuoi bambini

Ai vostri bambini non piace la verdura? Provate a cucinarla insieme a loro!

Quante volte sarà capitato a voi genitori di proporre un piatto a base di verdure ai vostri piccoli e di “vederlo rispedito al mittente”? Avete mai provato a preparare quel piatto insieme a loro? Sì, perché i bambini che cucinano con mamma e papà, mangiano più verdure, passano più tempo a tavola con loro e ci guadagnano in positività e autostima.

Lo conferma uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal Appetite, che sottolinea: “coinvolgere i bambini è il miglior metodo educativo, soprattutto a tavola”. Far partecipare i bambini nella preparazione delle pietanze, potrebbe quindi aiutare lo sviluppo di sane abitudini alimentari.

Quando i bambini aiutano i genitori nella preparazione dei pasti, mangiano una quantità di verdure maggiore (in particolare il 76% in più di insalata e ortaggi), bruciando il 25% di calorie in più rispetto ai coetanei che si vedono proporre direttamente il piatto pronto.

I bambini che sono in cucina a preparare le pietanze con i propri genitori, mangiano con molto più gusto i cibi a cui dicono “no”, come minestre, insalate, verdure cotte e legumi.

Dalla ricerca è emersa anche una correlazione tra il tempo totale dedicato a preparare il pasto e il tempo trascorso a mangiare: i bambini che collaborano in cucina restano più tempo seduti composti a tavola.

Non solo: lo studio rivela che, per i bambini, aiutare i genitori a cucinare rappresenta un modo per migliorare la percezione di sé e l’autostima.:  Cucinare per la famiglia li fa sentire indipendenti ed orgogliosi.

Quando e come iniziare? Non c’è un’età specifica. Già a 1-2 anni un bambino può godere a pieno dell’esperienza! È opportuno privilegiare l’aspetto ludico, e dedicare ai più piccoli tutto il tempo utile, per poter sperimentare e pasticciare.

Fino ai 5 anni, il bimbo potrà già sbucciare la frutta (mandarini, mele o arance), condire l’insalata, tagliare (con le mani o con un coltellino di plastica, per esempio l’estremità dei fagiolini), lavare frutta e verdure, o impastare con le mani (polpette, pasta per il pane, per la pizza o ingredienti per un dolce).

Dai 6-7 anni in poi, saranno in grado di rompere le uova e separare il tuorlo dall’albume, leggere direttamente le ricette, inventare dei piatti semplici con gli alimenti conosciuti, grattare il parmigiano, tagliare frutta e verdura (iniziando dai coltelli di plastica con supervisione).

I nutrizionisti intendono studiare gli effetti a lungo termine sui bambini che cucinano coi genitori, per vedere e identificare come questo possa influire sui loro modelli di consumo e nella scelta di una sana alimentazione. Ma non solo, provare ad attuare nel quotidiano questi semplici espedienti può portare a risvolti positivi in termini di comunicazione familiare, di comprensione dell’impegno altrui e, non di minor importanze, riduzione delle ore di Tv e computer.