120 anni fa nasceva Minoru Shirota: qual era il ruolo dell’intestino?

120 anni fa, il 23 aprile 1899 nasceva in Giappone Minoru Shirota, scienziato e microbiologo che – sebbene la microbiologia fosse allora una scienza agli albori – decise di seguire l’idea di un ruolo positivo di batteri specifici studiando i lavori di Louis Pasteur (che per primo comprese l’esistenza dei fermenti lattici nel 1857), Robert Koch (che sviluppò la coltura dei batteri nel 1881) e soprattutto di Elie Metchnikoff1 – Nobel per la medicina nel 1908 – che nei suoi trattati “La natura dell’uomo” e “Il prolungamento della vita”, ipotizzava un’associazione tra lo stato di salute dell’intestino e il processo di invecchiamento2,3.

Metchnikoff tuttavia partiva da un punto di vista in un certo senso negativo dell’intestino: il suo pensiero di base era infatti che “l’intestino, agendo da rifugio per microbi pericolosi, è una fonte di intossicazione dall’interno”2. Intossicazione dovuta ai processi di fermentazione che avvengono nell’intestino e che sono accomunati dal medico russo ai fenomeni di putrefazione2,3.

La chiave per impedire tale fenomeno risiedeva per Metchnikoff nell’acido lattico prodotto da alcuni microrganismi. Nel linguaggio scientifico di oltre un secolo fa, ne “La Natura dell’uomo” egli osserva infatti che “è molto difficile che il latte imputridisca, mentre la carne, nelle stesse condizioni, decompone molto facilmente”, e aggiunge che “esistono infatti alcuni microbi che impediscono la putrefazione del latte: si tratta in particolare dei microrganismi del latte acido, che producendo acido lattico fanno da antagonisti ai microbi che causano putrefazione”2.

Nello stesso anno in cui Metchnikoff pubblicava “La Natura dell’uomo”, un altro grande scienziato otteneva un risultato fondamentale nella storia dei latti fermentati, che offrì a Metchnikoff stesso alcune conferme e alcuni spunti per ulteriori sviluppi della sua teoria.

Si trattava del lavoro di Stamen Grigorov, medico bulgaro che, nel 1905, identificò e isolò il fermento del kisselo mlyako, latte fermentato diffuso all’epoca nella sua terra d’origine4,5. Tale fermento, chiamato all’inizio “Bacillo bulgaro” e noto oggi come Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus, risulta particolarmente efficace nel produrre acido lattico3. Il collegamento ideale quindi per Metchnikoff, che già aveva osservato come popolazioni particolarmente longeve, come quelle delle campagne bulgare, assumessero latti fermentati su base abitudinaria e regolare5.

L’attenzione passava quindi dall’acido lattico ai fermenti: nell’opera “Il prolungamento della vita”, Metchnikoff arriva a suggerire che “la relazione tra microrganismi intestinali e alimenti fornisce strumenti per agire sulla flora nel nostro organismo aggiungendo microrganismi utili3,5.

Tutte queste teorie e scoperte scientifiche nutrirono, dall’altra parte del mondo, l’ingegno e la pervicacia del Dr Minoru Shirota, che già prima di completare i propri studi presso la facoltà di medicina dell’università di Tokyo cominciò a fare ricerca nel campo dei microrganismi specifici.

Il sogno del Dr Shirota era quello di contribuire, grazie al proprio operato di scienziato e ricercatore, al benessere e alla felicità di quante più persone nel mondo. Iniziò quindi a cercare un fermento lattico con caratteristiche specifiche, che potesse superare i succhi gastrici e arrivare vivo nell’intestino favorendo così l’equilibrio della flora intestinale.
Dopo 5 anni di ricerca e numerosi tentativi, il Dr Shirota riuscì ad isolare e a coltivare il fermento probiotico che cercava. In suo onore questo fermento venne chiamato Lactobacillus casei Shirota.
Lo scienziato si mise quindi alla ricerca di alimenti che potessero ospitare al meglio il batterio da lui scoperto, e che fossero al tempo stesso di pratico utilizzo per tutti.
Nel 1935 era quindi pronta la sua bevanda a base di latte che chiamò Yakult, da “yahurto” il termine esperanto per yogurt.

Erano gli albori di Yakult.

Contribuire al benessere e alla felicità delle persone in tutto il mondo, attraverso un costante impegno nella ricerca scientifica e la specializzazione nel campo dei probiotici.


Riferimenti bibliografici:

1. Marcel Grauls. Made in Japan. Van Halewyck publisher. 2006
2. Elie Metchnikoff. The nature of man. G.P.Putnam’s Sons publisher. 1905
3. Elie Metchnikoff. Prolongation of life. G.P.Putnam’s Sons publisher. 1908
4. Grigorov, S. Etude sur le lait fermenté comestible: le “Kissélo mléko” de Bulgarie. Revue Médicale de la Suisse Romande, 25, 714–720. 1905
5. Anukam, K, Reid, G. Probiotics: 100 years (1907-2007) after Elie Metchnikoff’s Observation. Communicating Current Research and Educational Topics and Trends in Applied Microbiology. 2007.