Microbiota e farmaci: un medicinale su quattro altera la flora intestinale

Probabilmente avete già sentito parlare del fatto che prendere antibiotici può alterare la nostra flora intestinale.

Ciò che è meno noto, è che gli antibiotici non sono i soli a dare questo effetto: diverse altre categorie di farmaci – alcune molto utilizzate – possono infatti avere un impatto del tutto analogo, come avviene ad esempio con gli inibitori di pompa protonica per il reflusso gastroesofageo, con la metformina per il diabete, con le statine per il colesterolo alto, o con gli antinfiammatori non steroidei. C’è da notare, che spesso i farmaci comportano effetti collaterali proprio di tipo intestinale.

Una questione non da poco, se pensiamo ad esempio che

  • il reflusso gastroesofageo, un disturbo tre volte più frequente oggi rispetto a dieci anni fa, viene trattato in oltre il 50% dei casi con inibitori di pompa protonica;
  • il diabete mellito, che in circa un caso su due viene tenuto sotto controllo con metformina, è talmente diffuso da rappresentare oggi in Italia la seconda ragione per cui si va dal medico di base1.

Una recente revisione sistematica degli articoli scientifici sull’argomento2 conferma che i farmaci delle categorie elencate hanno, per dirlo con le parole degli autori, “un notevole impatto sull’architettura del microbiota”, ovvero su quell’ecosistema che alloggia nel nostro intestino e che chiamiamo comunemente flora.

In alcuni casi la revisione fornisce anche una possibile spiegazione, come avviene ad esempio per gli inibitori di pompa protonica che, dato che fanno diminuire l’acidità a livello dello stomaco, potrebbero permettere a un numero maggiore di microrganismi di raggiungere l’intestino. Al tempo stesso, il loro effetto sull’acidità potrebbe farci assorbire in modo diverso i nutrienti: in questo modo, arriverebbe nell’intestino – come nutrimento per la flora – un materiale diverso, che può favorire quindi uno sviluppo differente.

Ancor più di recente, un articolo3 pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature non solo ha confermato l’impatto dei farmaci visti sulla flora, ma ha anche fornito i primi dati su quanti siano, in proporzione, quelli con questo tipo di effetto.

I ricercatori del Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare di Heidelberg, in Germania, hanno testato infatti ben 1.079 farmaci, tra cui 156 antibatterici (ovvero antibiotici e antisettici), 88 tra antifungini, antivirali e antiparassitari, e ben 835 farmaci che, invece, non erano studiati per avere effetti sui microrganismi ma, invece, per interagire con le cellule del nostro organismo, come appunto inibitori di pompa protonica, metformina, antipsicotici e antinfiammatori.

E se non stupisce che il 78% dei farmaci antibatterici abbia un effetto sul microbiota, il dato davvero nuovo e – forse – inatteso è che ben il 24%, ovvero circa uno su quattro, dei farmaci non pensati per un effetto sui microrganismi è in realtà in grado di ostacolare la crescita di una o più specie che compongono la nostra flora batterica, modificandola.

I ricercatori aggiungono che in questi effetti potrebbero celarsi anche le ragioni degli effetti indesiderati a carico dell’intestino che questi farmaci spesso comportano, esattamente come avviene con molti antibiotici.

Fonti:

1. Dati della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG): Report HealthSearch 2017

2. Le Bastard Q. et al, Systematic review: human gut dysbiosis induced by non-antibiotic prescription medications. Aliment Pharmacol Ther. 2018;47:332–345

3. Maier L. et al, Extensive impact of non-antibiotic drugs on human gut bacteria. Nature. 2018; 555:623