Microbiota intestinale e difese immunitarie

Il nostro microbiota intestinale è una “foresta di microrganismi” ricca e variegata che, se in buona salute, può aiutare il nostro organismo sotto molti aspetti. Alcuni di questi riguardano le nostre difese immunitarie, e vanno dalla protezione contro i patogeni, al rinforzo della barriera intestinale, al supporto del sistema immunitario con effetti sull’organismo nel suo insieme1,2.

In particolare, un microbiota in equilibrio contribuisce alle nostre difese con meccanismi di 1,2,3,4:

  • Competizione verso microrganismi patogeni,

in quanto favorisce delle “condizioni ambientali” all’interno dell’intestino che ostacolano il proliferare di microrganismi potenzialmente dannosi per la nostra salute.
In altre parole, i patogeni vengono in un certo senso arginati “automaticamente” dal fatto che, in quel luogo, non trovano le condizioni adatte per un loro sviluppo.

Ad esempio, alcuni microrganismi sono in grado di influenzare il GALT – l’insieme delle cellule immunitarie associate alla parete intestinale – a contrastare maggiormente i patogeni presenti nell’intestino, per un’azione protettiva ancora più marcata.

  • Contributo al buon funzionamento delle cellule intestinali,

che deriva anche dalla capacità della nostra flora di fermentare le fibre che arrivano nell’intestino. Uno dei motivi per cui è importante consumare un quantitativo adeguato di fibre ogni giorno, è infatti la proprietà che hanno queste sostanze, che arrivano nell’intestino senza essere state modificate dai nostri enzimi digestivi, di venire trasformate dai nostri microrganismi intestinali in altri composti più semplici. Tra questi, particolarmente importanti quelli indicati con la sigla SCFA, acronimo inglese per “acidi grassi a corta catena”: uno di essi, l’acido butirrico, si è ad esempio rivelato un’importante fonte energetica per le nostre cellule intestinali, con un impatto determinante sul loro funzionamento.

Questa stessa sostanza sembra inoltre in grado di stimolare nel nostro organismo la produzione di alcune particolari cellule, dette linfociti T regolatori, di grande importanza per la risposta immunitaria.

È utile ricordare quindi le principali fonti di fibre nella nostra alimentazione, che sono frutta, verdura, legumi e cereali integrali – compresi naturalmente i loro derivati come pane e pasta ottenuti da farine integrali.

  • Mantenimento di una buona barriera intestinale,

che agisce come uno scudo a livello di quelle “mura di ingresso” rappresentate dalle pareti intestinali, e che può essere modificata dal microbiota o da sostanze da esso prodotte, con meccanismi a oggi non del tutto chiariti. Se queste mura presentano delle brecce, è più probabile che qualche patogeno possa passare la barriera, con un possibile effetto negativo sul nostro organismo. Da queste brecce possono inoltre fare il loro ingresso alcune sostanze con effetto potenzialmente nocivo, solitamente escluse in maniera efficace da una barriera intestinale in buono stato.

Microbiota e barriera intestinale non in equilibrio sono stati associati in diversi studi a diverse patologie intestinali e non: malattie infiammatorie croniche intestinali e diabete sono due degli esempi più noti a riguardo.

Fonti

1 -Giorgetti G. et al, Interactions between Innate Immunity, Microbiota, and Probiotics.J Immunol Res. 2015;2015:501361

2 – https://isappscience.org/wp-content/uploads/2017/05/Gut_Microbiota-final.pdf

3 – Furusawa et al. “Commensal microbe-derived butyrate induces colonic regulatory T cells” Nature, 2013

4 – Kelly JR,et al.Breakingdown the barriers:the gut microbiome,intestinal permeability and stress-related psychiatric disorders.Front. Cell.Neurosci.9:392. 2015