Questo sito web utilizza cookies tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza web e offrirti servizi in linea con le tue preferenze.
Per saperne di più o per negare il consenso ai cookies clicca qui.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Autorizzo

Natale nel mondo, a tavola

“Natale con i tuoi”, vuole la tradizione: una festa da celebrare in compagnia, al tepore delle nostre case. Non a caso, accanto alle icone dell’albero e del presepe, l’immaginario natalizio è quello di una grande tavola imbandita per il pranzo più atteso dell’anno.

Ma cosa rende quella tavola così speciale nei diversi Paesi del mondo?

Ecco un breve tour gastronomico a partire dalla Finlandia, la terra di Babbo Natale. Questo Paese, in cui la tradizione di una grande festa d’inverno risale ai lontani tempi del paganesimo, celebra il Natale con ricette lontane dalle nostre tradizioni come piatti a base di alce, sformato di aringhe o pasticcio di fegato e orzo, accompagnati da funghi o frutti di bosco.

Ad annaffiare il tutto dell’ottimo glögg, una sorta di vin brulé con mandorle, uvetta e cannella.

In tutta la Scandinavia, inoltre, il profumo del Natale è quello speziato dei biscotti allo zenzero, insaporiti con cannella, chiodi di garofano, cardamomo e scorze di arancia.

Arrivati nel Regno Unito, la tavola natalizia attende trepida il Christmas Pudding, da circa duecento anni icona della ricorrenza nonostante le remote origini celtiche. La sua ricetta mescola spezie come cannella e noce moscata a frutta fresca (mele e limone) e lavorata (canditi, uvetta di Malaga e di Corinto, marmellata di albicocche), impastando il tutto con ingredienti usuali (uova, zucchero, burro, panna) e inusuali, come il grasso di rognone, la birra stout e dell’ottimo rhum.

L’uvetta di Corinto è protagonista anche del Natale della sua terra d’origine, la Grecia, dov’è usata per farcire il tacchino insieme a castagne, noci e mandorle nella tradizionale ricetta della galoupola. Sulla tavola natalizia viene inoltre servito il christopsomo (pane di Cristo), decorato con scene di vita familiare.

Quello greco è un Natale ortodosso, che viene tuttavia festeggiato il 25 dicembre secondo il calendario gregoriano, in uso anche in Italia.

Altre Chiese ortodosse adottano invece il calendario giuliano, e festeggiano quindi il Natale 13 giorni dopo, il 7 gennaio.

È il caso ad esempio della Russia, dove il giorno più celebrativo è quello della vigilia.

Dopo un’intera giornata di digiuno, alla comparsa della prima stella si cena con il tradizionale Sočivo, una zuppa cremosa a base di grano, semi di papavero e di sesamo, frutta secca e miele. Il rito natalizio vuole che sia il capofamiglia a iniziare questo piatto, dopo aver proclamato la nascita del Signore.

Attraversando infine l’oceano, troviamo ancora frutta secca nei mince pies, il dolce preferito da Santa Claus nella tradizione USA. E come noi gli lasciamo latte e biscotti per rifocillarsi dopo averci portato i regali, negli Stati Uniti gli vengono offerti questi dolci di pasta frolla ripiena, accompagnati da un buon bicchiere di sherry.

Per quanto riguarda invece le portate principali, sulle tavole statunitensi c’è ampia varietà da zona a zona, andando dal tacchino e dal prosciutto in salsa di mirtilli degli stati del nord fino all’oyster pie della tradizione cajun.