Perché la primavera inizia il 20 marzo quest’anno?

Ce lo hanno insegnato a scuola: il primo giorno di primavera è il 21 di marzo. Quest’anno però la primavera inizierà martedì 20, precisamente alle 17:35. Come si spiega questa differenza?

Per scoprire la ragione dobbiamo scomodare l’evento astronomico che segna l’inizio della stagione, ovvero l’equinozio di marzo – quando il dì e la notte hanno un’uguale durata di 12 ore ciascuno.

Ciò avviene nel momento in cui l’eclittica, ovvero il percorso apparente che il Sole compie nel cielo in un anno, interseca l’equatore celeste, cioè il cerchio che rappresenta la proiezione dell’equatore terrestre sulla volta celeste.

Questo fenomeno ha luogo due volte all’anno, in marzo e in settembre, dando inizio rispettivamente alla primavera e all’autunno.

Per quanto riguarda l’equinozio di marzo, esso non avviene in un giorno fisso ma può cadere tra il 19 e il 21 del mese.

La data del 21 marzo è quindi una convenzione: in questo secolo la primavera è davvero iniziata in quel giorno solo 3 volte, ovvero nel 2003, nel 2007 e nel 2011. E la coincidenza non si ripeterà prima del 2102.

L’utilizzo del 21 marzo come giorno fisso di apertura della stagione primaverile risale a più di duemila anni fa, quando, nel 45 a.C., Giulio Cesare introdusse il calendario giuliano, che fissò inoltre a 365 giorni la durata dell’anno.

La reale durata dell’anno solare è tuttavia più lunga di circa 6 ore, motivo per cui fu introdotto l’anno bisestile ogni 4 anni, in modo da ottenere un calendario “stabile”, ovvero nel quale gli eventi astronomici con periodicità di un anno solare – come appunto l’equinozio di primavera – cadessero effettivamente nello stesso periodo.

La regola giuliana degli anni bisestili tuttavia non bastò a raggiungere tale obiettivo, in quanto l’anno solare non dura esattamente 6 ore in più di quanto previsto dal numero di giorni, ma precisamente 5 ore, 48 minuti e 45 secondi.

Per questo motivo, furono in seguito apportate delle modifiche alla regola degli anni bisestili, culminate nell’adozione nel 1582 del calendario gregoriano, che li calcola come facciamo ancora oggi: è bisestile ogni anno divisibile per 4, eccetto quelli divisibili anche per 100. Questi ultimi diventano tuttavia bisestili se divisibili per 400.

Per questo motivo il 2000 è stato un anno bisestile, mentre il 1900, il 1800 e il 1700 non lo erano stati.

Con queste modifiche finalmente il calendario rispecchia con sufficiente regolarità gli eventi dell’anno solare, con un equinozio di primavera che cade ogni anno in un intervallo di un paio di giorni che comprendono la data ufficiale del 21 marzo.