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Sale si o sale no?

Lo sapevi che in media noi italiani consumiamo una quantità di sale 2 o 3 volte superiore a quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità? La motivazione sta nella difficoltà di rintracciarne la quantità presente negli alimenti che consumiamo. Il pane, per esempio, secondo il Ministero della Salute è una delle principali fonti di sale dell’alimentazione Made in Italy. Oltre al pane umbro e toscano (tradizionalmente definito “sciapo”) molti panificatori italiani si sono già impegnati ad apportare una riduzione del contenuto di sale nelle loro ricette. Anche altri cibi della dieta mediterranea, come gli insaccati, sono ricchi di sale, la piramide alimentare ne consiglia un consumo moderato.

Troppo sale non va bene

Lo sapevi che 1 grammo di sale corrisponde a 0,4 grammi di sodio? Il sapore e le proprietà biologiche del sale comune sono legate principalmente al sodio che si trova naturalmente già in tanti alimenti come frutta, verdura e carne. 

Consumare questi cibi senza l’aggiunta di sale, può essere una buona regola alimentare (considerato che perfino l’acqua contiene sodio!). Anche lo yogurt e il latte, oltre ad essere fonte di calcio, contengono naturalmente piccolissime quantità di sodio necessarie alla nostra salute. È consigliabile, controllare la voce “sodio” sull’etichetta nutrizionale dei prodotti che intendi acquistare.

Ma come rinunciare al sale e non al sapore? Prova a ridurre, gradualmente, il contenuto di sale sostituendolo con spezie, erbe aromatiche, succo di limone o aceto: sono una valida alternativa per esaltare il sapore delle tue portate! In questo modo la tua famiglia si abituerà a mangiare meno salato (e ricorda di non aggiungere il sale alle pappe dei più piccoli, in modo da non farli abituare a cibi troppo saporiti). Lava accuratamente il pesce prima di cucinarlo, risciacqua bene i prodotti sottosale come capperi e olive, prediligi i cibi freschi a quelli conservati.