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Si può essere felici mangiando meno?

Siamo a tavola e stiamo per mangiare il nostro piatto preferito. Lasagne, ad esempio: da quando eravamo bambini, un piatto di lasagne sa davvero farci felici. Sappiamo benissimo che la porzione che abbiamo nel piatto è con tutta probabilità eccessiva, ma riusciamo a non mangiarla tutta?

No davvero. Il perché è semplice: ridurci le porzioni non è cosa che ci gratifichi, in genere. Anzi, ci richiede un certo sforzo di autocontrollo, e ci lascia un’insoddisfazione difficilmente colmabile.

Qualcosa di nuovo arriva però dalle ultime ricerche, che hanno indagato se e come sia possibile mangiare meno senza diminuire il nostro grado di felicità.

E la risposta è stata positiva: si può.

Come? Compensandola, ovvero “combinando un desiderio a breve termine – mangiare – con un altro desiderio a breve termine – giocare”, come sostengono gli autori di uno studio di psicologia del comportamento alimentare di recente pubblicazione.

In una serie di esperimenti, i ricercatori hanno infatti osservato che, davanti alla scelta tra una porzione intera di cibo o una mezza porzione accompagnata da un gioco, un biglietto della lotteria o una gift card, la maggioranza delle persone sceglieva la seconda opzione.

Gli autori hanno esaminato mediante risonanza magnetica quali aree del cervello fossero coinvolte nella scelta, verificando così che la combinazione “mezza porzione più premio” attiva le stesse aree cerebrali dell’alternativa “porzione intera”.

Il fatto ancora più rilevante è che i volontari dello studio hanno effettuato lo stesso tipo di scelta – mezzo hamburger o mezza pizza, a patto che ci fosse un piccolo premio – anche quando dichiaratamente affamati.

E non solo: non hanno poi nemmeno compensato le calorie non ingerite mangiando di più nel resto della giornata.

Abbiamo quindi individuato un’alternativa assai stimolante per tutte quelle volte che, per gratificarci o per consolarci, ricorriamo automaticamente e unicamente al cibo come elemento di soddisfazione immediata.

Ancora più interessante, come sottolineano gli autori, è sapere che questa compensazione cibo – divertimento funziona altrettanto bene sui bambini: su di loro, infatti, lo studio ha portato a risultati del tutto analoghi.

I genitori possono starne certi: per festeggiare un buon voto o una promozione, non bisogna necessariamente ricorrere alle più golose ghiottonerie. Possiamo alternare con una piccola sorpresa o con qualcosa di divertente, che offriranno lo stesso tipo di ricompensa ma con un vantaggio: non abitueremo i bambini ad associare inconsciamente un buon comportamento con alimenti estremamente calorici e poco sani.

Crescere bambini felici e in salute può passare anche da qui.