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Famoso a livello internazionale per le sue performance, l’alpinista Tom Perry è diventato un’icona dell’equilibrio psicofisico e dell’empatia con la Terra per la sua capacità di scalare alte cime a piedi nudi. Tutto inizia nel 2002, per scommessa: lui è l’unico tra i suoi amici che riesce a discendere scalzo dal Carega, massiccio delle Piccole Dolomiti vicino a Vicenza, dove vive. Circa 150 metri di dislivello su pietre taglienti. È già un’impresa, ma per lui non è che l’inizio. A questa avventura, infatti, seguiranno numerose scalate senza scarponi: tra queste, il monte Sinai, in Egitto; l’Himalaya, per portare la fiaccola olimpica di Torino 2006 al Dalai Lama; il monte Fuji in Giappone; e poi il deserto di Atacama, in Cile, su terreni aridi e impervi dove non piove da 3.000 anni e la corsa su ghiaccio e neve del Cerro Aconcagua, che con i suoi quasi 7.000 metri è la montagna più alta d’America. Yakult lo ha incontrato per capire le ragioni che lo spingono a collezionare queste imprese incredibili, al limite delle capacità umane, e come questo influisca sul suo benessere interiore.

Tom Perry, “l’uomo a piedi nudi”: tutti la conoscono per questa sua caratteristica. Quando inizia la sua storia?

La prima esperienza a piedi nudi risale al 2002. È capitata quasi per caso, ma mi sono subito reso conto che in me qualcosa stava cambiando. Le prime scalate sono state solo una sfida, con me stesso e con il mondo: volevo fare qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima di me. Poi questa prima fase, più istintiva, quella che io chiamo dell’“alpinista scalzo”, ha lasciato il posto a una dimensione più riflessiva e consapevole, nella quale ho capito che le mie imprese non avevano alcun senso se limitate a se stesse, senza un risvolto solidale: questa è la nascita dell’“uomo a piedi nudi”, che per me rappresenta il raggiungimento di una condizione di grande maturazione e di personale benessere interiore.

“Benessere interiore”, lei ha citato questa espressione: che cos’è per lei una condizione di benessere?

Per me è fondamentale poter essere un uomo “libero”, attivo, in movimento, perché questa condizione intensifica la recettività del corpo e mi fa sentire bene. E poi, come sosteneva il filosofo tedesco Feuerbach due secoli fa, “noi siamo quello che mangiamo”. La condizione del benessere psicofisico nasce dall’equilibrio degli alimenti: nella mia dieta introduco un po’ di tutto, in modo equilibrato, e sono molto attento alla provenienza dei cibi, preferendo alimenti da agricoltura biologica e naturali, quando non provengono dal mio orto, e cucinati al momento.  Quando viaggio, mangio quello che la cultura del posto offre, ma sempre con attenzione.

Come si può raggiungere il proprio benessere?

“Mens sana in corpore sano” sostenevano gli antichi. È una grande verità. Il benessere della mente è strettamente correlato a quello del corpo. Chi riesce a pilotare la salute del corpo verso il proprio io interiore ha fatto certamente un passo importante verso il proprio benessere generale.

Camminare a piedi nudi è la sua personale via al benessere. È un’esperienza che lei consiglia alle persone? In che cosa consiste esattamente?

I piedi sono il nostro unico punto di contatto con il magnetismo terrestre: se non si pongono ostacoli tra noi e la Terra, riusciamo a percepire una sensazione di energia che attraversa interamente il nostro corpo. Quando si cammina scalzi, i recettori sono nel pieno e questa sorta di massaggio energetico arriva a molti organi del nostro corpo, come fegato, polmoni, tiroide, reni, arti superiori e inferiori, a tutto vantaggio del benessere generale. Non siamo più abituati a sentire la superficie del terreno sotto le piante dei piedi e grazie a questa esperienza, condotta per gradi ovviamente, si riabitua il corpo a sentire e convivere con il “dolore”, per poi sentirlo sempre di meno.

Si tratta di un’attività indicata anche per le famiglie e i bambini?

I bambini non metterebbero mai le scarpe: loro sentono meno il dolore e per loro è più naturale stare scalzi. Per i più piccoli questa esperienza è senz’altro indicata, con le dovute accortezze in termini di sicurezza ovviamente, perché loro sono più sensibili e immediati nelle emozioni. Tutti possono provare a camminare a piedi nudi. In Italia ci sono diversi parchi sensoriali dove si può passeggiare senza scarpe, ma quello che è importante ricordare è che a fare la differenza è la qualità della mente, non del percorso. Per cui se avete un giardino o se abitate vicino a un piccolo corso d’acqua, potete tranquillamente iniziare da lì!

Tom, la sua esperienza non ha solo una matrice sportiva: lei pare avere a cuore il destino dell'umanità e la salvaguardia del nostro pianeta. È così?

Quello che ho capito viaggio dopo viaggio, in questi paesi ai confini opposti del mondo, è che il benessere è legato alle motivazioni che ti spingono a fare una cosa piuttosto che un’altra. Io sto bene quando le mie imprese hanno un effetto positivo anche sugli altri e in questo caso parliamo di popoli a volte molto “poveri”. Ho visitato luoghi profondamente diversi e lontani tra loro, toccando con mano quanto il nostro pianeta sia meraviglioso e abitato da popolazioni che hanno ognuna qualcosa da insegnare.

Se vuoi conoscere meglio Tom Perry visita il sito www.tomperry.it