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Tradizioni dell’inverno giapponese

La neve, il freddo, la ricerca di comfort: anche in Giappone l’inverno arriva con le sue icone e le sue tradizioni, dai piatti tipici ai rituali di celebrazioni e festeggiamenti.

Diamo quindi uno sguardo alla cultura giapponese – da cui Yakult nasce – anche attraverso le usanze tipiche di questo periodo, generalmente meno note. Qui di seguito la nostra top 5:

1. JOYA NO KANE, i 108 rintocchi di campana

A mezzanotte del 31 dicembre i monaci di tutti i templi buddisti giapponesi suonano 107 rintocchi di campana, lasciando l’ultimo per il primo istante del nuovo anno.

In totale quindi 108 rintocchi, a simboleggiare i 108 “desideri mondani” che la religione buddista indica come causa di sofferenze per l’uomo.

Ad ogni rintocco, una di queste passioni viene allontanata dai fedeli, per iniziare il nuovo anno con rinnovato vigore.

2. OHMATO TAIKAI, torneo di tiro con l’arco per l’ingresso nella maggiore età

Nel secondo lunedì di gennaio, tutte le municipalità giapponesi celebrano l’ingresso nella maggiore età di coloro che, nell’anno precedente, abbiano compiuto vent’anni.

Nella domenica più vicina al 15 di Gennaio, nel tempio di Sanjusangendo a Kyoto si tiene un torneo di kyudo – il tiro con l’arco tradizionale – a loro dedicato: 12 arcieri alla volta scoccano due frecce verso soli 4 bersagli posti a 60 metri; solo chi riesca, in meno di due minuti, a mandare a segno entrambi i colpi potrà passare al turno successivo.

In questo modo il tempio – da oltre 400 anni teatro d’elezione delle competizioni di kyudo – saluta l’ingresso degli arcieri nella maggiore età.

3. SAPPORO YUKI-MATSURI, il Festival della Neve a Sapporo

Per le regioni del Nord, e in particolare per l’isola di Hokkaido di cui Sapporo è la capitale, l’inverno è soprattutto neve e temperature piuttosto rigide.

Diversi festival celebrano la neve, facendola diventare materia di luce e d’arte.

Il più imponente e famoso si tiene ogni febbraio a Sapporo, che da oltre sessant’anni viene impreziosita, per l’occasione, da vere opere d’arte in forma di sculture di neve o ghiaccio che arrivano a superare i 20 m di altezza.

Più intimo, nello stesso periodo, il Festival della Neve di Otaru, una piccola cittadina di pescatori non lontana da Sapporo, le cui strade vengono decorate da un suggestivo susseguirsi di lanterne di neve.

4. ONSEN, le 3.000 stazioni termali in tutto il Giappone

L’origine vulcanica di molte delle montagne nipponiche è alla base della grande diffusione di stazioni termali – onsen – particolarmente frequentate in inverno.

Distribuite lungo tutto l’arcipelago, offrono temperature e proprietà diverse, e si trovano spesso all’aperto in paesaggi di grande suggestione.

Le terme di Jigokudani a Nagano sono particolarmente famose per un utilizzo particolare: gli avventori sono infatti le cosiddette Snow Monkeys, i macachi della neve che trovano, in queste acque, ristoro dalle temperature rigide dell’inverno nel Giappone settentrionale. A loro è dedicato lo Snow Monkey Park (Jigokudani Yaen-koen), attrazione turistica tra le principali del periodo invernale.

5. ODEN e NABE, l’inverno a tavola

Anche in Giappone, la tavola invernale ospita piatti complessi e conviviali come Oden e Nabe, che fanno la loro comparsa dal Nord al Sud dell’arcipelago nella stagione fredda.

Oden: in un brodo a base di tonnetto striato o di carne, alghe e salsa di soia vengono fatti bollire insieme, con tempi di cottura lenti, ingredienti tra loro molto diversi: daikon (rapanello giapponese), chikuwa (pesce surimi cotto al vapore o alla griglia), kinchaku (involtini  di riso “mochi” avvolti da tofu e fritti), tamago yude (uova sode macerate per lungo tempo nella salsa di soia) e altro ancora, secondo l’usanza locale.
Si tratta del piatto invernale più popolare, diffuso ovunque in questo periodo: nelle case, nelle trattorie e nei bistrot, nei ristoranti specializzati e anche nei “izakaya”, i tipici pub in stile giapponese.

Nabe: è uno stufato misto di ingredienti anche in questo caso molto differenti tra loro, che vanno dai diversi tipi di verdure ai pesci e alle carni. Non di rado i commensali preparano insieme questo piatto prima di consumarlo alla stessa tavola: per questo motivo e per l’usanza tradizionale di condividerlo tra parenti o amici, esso rinchiude in sé il valore stesso della convivialità, particolarmente sentito in inverno.