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Dal Trekking al walking: i nostri itinerari preferiti in Italia

Slow, locale, sostenibile: negli ultimi anni, diversi ambiti della nostra quotidianità hanno visto crescere delle tendenze specifiche che, da scelte di nicchia, si sono via via conquistate i favori di fette sempre più ampie della società.
Se ad esempio nell’alimentazione queste realtà hanno già assunto dimensioni importanti, in altri campi la tendenza è più giovane, ma comunque in un’ascesa non meno rapida e convincente.
Ne è un esempio il settore dei viaggi: weekend e vacanze a piedi, in bicicletta o a cavallo stanno conoscendo un periodo di autentica riscoperta, che già portò lo scorso anno il Ministero dei Beni Culturali a indire il 2016 come Anno nazionale dei Cammini.
La nostra penisola è una terra particolarmente prodiga di itinerari di grande fascino per ogni livello di difficoltà: per la bella stagione appena iniziata, ecco quelli che abbiamo scelto per voi:

1. Giro dei Giganti

Un circuito di oltre 330 km che attraversa l’intera regione della Val d’Aosta sotto l’occhio imponente dei 4 giganti alpini: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso.
Un itinerario sfidante e impegnativo che, in cambio della tenacia spesa nelle sue 7 tappe e nei suoi oltre 24.000 m di dislivello, regala viste di bellezza incomparabile tra vette, cascate, laghi, boschi e parchi nazionali.

2. Ippovia del Cormôr (Friuli Venezia Giulia)

Per un itinerario a cavallo, sulle colline a nord di Udine l’ippovia del Cormôr, all’interno dell’omonimo parco, offre circa 30 km di sentiero battuto costeggiato da numerosi maneggi e zone di sosta appositamente attrezzate.
L’itinerario parte dal monte Buia e scende fino a valle costeggiando il fiume Cormôr attraverso boschi e distese erbose.
Con una piccola deviazione si può raggiungere il castello di Colloredo, edificio con ottocento anni di storia in cui abitò Ippolito Nievo.

3. Via Francigena (Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio)

1.000 km dal Gran San Bernardo a Roma, sulla via – che parte da Canterbury nel Regno Unito – usata dai pellegrini di tutta Europa per raggiungere San Pietro fin dal lontano Medioevo.
Data l’origine storica e religiosa, non sorprende che le 44 tappe dell’itinerario italiano vadano a cingere i luoghi della nostra più profonda tradizione, cultura o spiritualità. Ne sono un esempio luoghi di culto dome il convento francescano a San Miniato Alto o l’abbazia benedettina di Monte Oliveto Minore, borghi suggestivi come San Gimignano o Monteriggioni, e città che hanno segnato la nostra storia come Siena, Viterbo o – naturalmente – Roma.

4. Vie della Transumanza: il Tratturo Magno (Abruzzo, Molise, Puglia)

Le Vie della Transumanza, o Tratturi, sono sentieri naturali formatisi dal massiccio passaggio di mandrie e greggi durante la transumanza – dalle alture abruzzesi e molisane fino ai pascoli pugliesi o lucani – all’arrivo dell’autunno, con ritorno in senso inverso prima dell’estate successiva.
5 i “regi tratturi” principali, che collegano ancor oggi L’Aquila a Foggia, Centurelle a Montesecco, Celano a Foggia, Castel di Sangro a Lucera e Pescasseroli a Candela. Scomparsi invece i “tratturelli”, sentieri di collegamento tra i tratturi maggiori che un tempo si dipanavano a rete in tutta l’area.
La più lunga via della transumanza è il Tratturo Magno, ancor oggi agevolmente percorribile, a piedi o in mountain bike: un’affascinante museo della civiltà pastorale all’aperto che si snoda dalla montagna al mare alla pianura per oltre 240 km.
Partendo da L’Aquila, il sentiero attraversa il Parco Nazionale del Gran Sasso prima di raggiungere Chieti, la costa adriatica, la piana della medioevale Vasto e, da qui, attraversare il Molise per entrare nel Tavoliere delle Puglie. Ultima tappa Foggia, un tempo sede della Dogana delle Pecore, che regolava i diritti di passaggio e permanenza invernale delle greggi in tutta la piana.