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Usciamo all’aperto!

Sapevi che l’esercizio fisico all’aperto [link interno giugno 2015], a diretto contatto con la Natura, può dare maggiori benefici rispetto alla stessa attività svolta al chiuso?

In una nota diffusa da AdnKronos Tim Ballard, vice presidente dell’associazione nazionale dei medici di medicina generale del Regno Unito, dichiara infatti che “ci sono evidenze incontrovertibili sui benefici dell’attività all’aria aperta: meno tensione, stress e depressione; pressione sanguigna bassa; migliore risposta del sistema immunitario; bassi livelli di obesità – solo per citarne alcuni”.

Per questo motivo, dopo la Nuova Zelanda e l’Australia, anche il Regno Unito sta pensando di adottare le cosiddette “green prescriptions”, ovvero indicazioni da parte del medico su quantità e tipologia di attività da effettuare, rigorosamente nel verde.

Ma quali sono i potenziali vantaggi dell’attività fisica all’aperto per cui esistano evidenze documentate?

Vediamone insieme alcuni:

– nei bambini, l’interazione con la Natura stimola lo sviluppo delle aree associate all’apprendimento e alla funzionalità motoria;

– negli adulti, la vista di scenari naturali è risultata in relazione con un migliore controllo involontario delle attività cardiache;

– camminare nel verde ha mostrato un effetto positivo sull’autostima, maggiore di quello osservato a seguito di attività fisica al chiuso;

– camminare tra terreni coltivati è associato a una minor percezione dello stress rispetto a effettuare la stessa attività in un contesto urbano;

– praticare esercizio fisico nel verde è risultato associato con una riduzione degli stati ansiosi e con un aumento della connessione sociale;

– correre in parchi pubblici anziché all’interno di edifici offre benefici psico-emozionali superiori in termini di sensazioni di tranquillità e di rivitalizzazione.

Si tratta di benefici solo immediati o persistenti nel tempo?

E’ questa la domanda che si sono posti i ricercatori di uno studio pubblicato a marzo di quest’anno, in cui è stato considerato uno dei parametri più chiaramente influenzati, in senso positivo, dall’attività nel verde e si è misurato come questo parametro – la variabilità della frequenza cardiaca – variasse nelle ore successive all’esercizio.

I partecipanti allo studio hanno camminato per un paio di chilometri nel verde all’ora di pranzo; su di loro si è valutata poi la variabilità della frequenza cardiaca durante il sonno notturno, in quanto direttamente connessa con la funzionalità cardiaca autonoma.

I risultati? Rispetto a chi aveva effettuato lo stesso tipo di attività in contesti non “green”, coloro che avevano passeggiato nella natura hanno fatto registrare un miglioramento nella variabilità della frequenza cardiaca nelle ore successive – come riscontrato nella registrazione notturna del parametro.

In conclusione quindi, anche questa nuova evidenza suggerisce che praticare attività fisica nel verde può migliorare la nostra salute fisiologica con effetti prolungati nel tempo.