Vero o falso: la frutta

1. Niente banane se sei a dieta.

Falso.

La banana ha fama di essere un frutto troppo calorico per poter stare in tavola quando vogliamo dimagrire. Ma è proprio così?

Facciamo una prova: prendiamo una banana e una mela, le più belle che vediamo sullo scaffale dell’ortofrutta al supermercato.

Se le pesiamo, vediamo che entrambe si aggirano intorno ai due etti e mezzo (sì, oggi in commercio tendiamo a trovare frutti in effetti piuttosto grossi: ricordiamocene quando li mangiamo, perché spesso un frutto corrisponde non a una, ma a quasi due porzioni standard – pari a 150 g).

C’è però una differenza: tolta la buccia, la nostra banana arriva a pesare 160 – 170 g, mentre la mela, al netto degli scarti, è tra i 220 e i 230 g. Nonostante un etto di banana sia più calorica di un etto di mela, può quindi essere che la differenza tra i due frutti, nella pratica, non sia poi così elevata.

Proviamo a verificare questa ipotesi? Prendiamo allora le calorie dei due frutti1: 69 kcal per 100 g di banana, 44 per 100 g di mela. A conti fatti, quindi, la nostra banana ci apporterà circa 115 kcal, mentre la mela circa 100 kcal. Lo scarto è veramente limitato.

E se vi state chiedendo se allora anche la mela è troppo calorica, la risposta è senza dubbio no: 100 kcal circa (o 115 nel caso della banana) sono assolutamente adatte ad esempio per uno snack di metà mattina o di pomeriggio, anche quando si vuole perdere peso!

2. L’ananas brucia i grassi.

Falso.

Potrà esservi capitato di sentire che l’ananas, grazie alla bromelina che contiene, è un sicuro brucia-grassi da non farsi mancare per perdere qualche chilo.

Notizia duplicemente falsa, innanzitutto perché se è la bromelina quella che ci interessa, allora  dell’ananas dovremmo mangiarci non la polpa ma la parte legnosa – che difficilmente gradiremmo.

In secondo luogo, la bromelina non agisce sui grassi ma sulle proteine. Essa infatti consiste in  una miscela di enzimi in grado di rompere le proteine in tratti più semplici, facilitandone la digestione. Anche ammesso quindi, come sembra dall’analisi di alcuni studi2, che questa funzione venga mantenuta anche all’interno del nostro organismo quando la assumiamo, essa non potrà riguardare in alcun modo quei depositi adiposi di cui vorremmo sbarazzarci.

Una curiosità: per questa sua capacità di “rompere” le proteine, comune anche alla papaina contenuta nella papaia, può essere utilizzata per intenerire maggiormente la carne durante la marinatura prima della cottura.

Per il resto, l’ananas è un ottimo frutto che, con le sue 42 kcal per etto (simile quindi alla mela), può sicuramente trovare posto nei più diversi regimi alimentari, compresi quelli mirati al dimagrimento.

3. Meglio non mangiarla a fine pasto.

Falso.

Mangiare la frutta tra un pasto e l’altro è sicuramente appropriato e può avere anche un significato “strategico” per chi rischia, magari all’ora di merenda, di consumare alimenti meno vantaggiosi, o – al contrario – di arrivare a cena con troppa fame.

Il che non significa, tuttavia, che la frutta a fine pasto presenti delle criticità. Anzi, può essere d’aiuto.

Le sue fibre, ad esempio, possono contribuire ad abbassare il carico glicemico del pasto, ovvero a fare in modo che gli zuccheri derivanti da ciò che mangiamo siano rilasciati più lentamente nel sangue. Altri componenti che, pur variando in concentrazione da frutto a frutto, possono avere un ruolo vantaggioso sono ad esempio gli antiossidanti, interessanti in particolare per pasti con un certo contenuto in grassi, oppure la vitamina C, che ci permette un miglior assorbimento del ferro proveniente da alcuni ortaggi e legumi

Fonti:

1 – Banca dati di composizione degli alimenti per gli studi epidemiologici in Italia – http://www.bda-ieo.it/wordpress

2 – Pavan R. et al. Properties and Therapeutic Application of Bromelain: A Review. Biotechnol Res Int. 2012; 2012: 976203